Christmas Standard Delivery Deadline 12/18
: :
Get up to 50% Off! Code: GIFTS Ends: 12/7 Details
Apply
  1. Help

VIAGGIO DI ISTRUZIONE A TRIESTE E DINTORNI. “La Natura e i Luoghi della Memoria per la Costruzione del Sentimento di Pace”

Hello, you either have JavaScript turned off or an old version of Adobe's Flash Player. Get the latest Flash player.

VIAGGIO DI ISTRUZIONE A TRIESTE E DINTORNI. “La Natura e i Luoghi della Memoria per la Costruzione del Sentimento di Pace” - Page Text Content

S: Scuola media "don Milani" - Viaggio di istruzione a Trieste (a.s. 2011/2012)

FC: VIAGGIO DI ISTRUZIONE A TRIESTE E DINTORNI

2: LA PROVINCIA DI TRIESTE E LA SUA POSIZIONE GEOGRAFICA

3: SUPERFICIE DELLA PROVINCIA 212 kmq (la meno estesa delle provincie italiane). ABITANTI 242.235, 211.184 dei quali residenti a Trieste (censimento 2001). Dagli anni '80 del XX secolo il trend demografico discendente. COMUNI Sei: Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle, Sgonico, Trieste. LINGUE Il dialetto triestino un veneto (veneziano) nato nel '700 insieme alla citt moderna, assai vitale anche oggi). Largamente parlato, specie in provincia, lo sloveno. Nel Carso non raro incontrare cartelli stadali bilingui in italiano e in sloveno. ORIGINE DEI NOMI Il nome Trieste, da Tergeste, di origine celtica nel suffisso ter, mercato, mentre rimanda per il suffisso este alla pronuncia delle preesistenti popolazioni protovenete, Illiri o Istri. Direttamente legati alla popolazione celtica dei Carni sono i toponimi Carnia e Carso. Venezia Giulia il nome storico moderno (lo propose nel 1863 il glottologo goriziano Graziadio Ascoli), di variabili confini: il riferimento originario al nome romano indicante l'estrema sezione orientale delle Alpi (Alpi Giulie).

5: TRIESTE, CUORE D'EUROPA, PUNTO D'INCONTRO TRA DIVERSE CULTURE Benvenuti nella citta' del vento. Trieste non e' solo bora che soffia d'inverno da est-nord-est. E' una citta' dove l'aria cambia continuamente dal mattino al tramonto; il suo clima e' mediterraneo, cioe' ventoso e mutevole, ma appena ci si inoltra verso l'interno del territorio carsico il clima diventa continentale (come a Praga o a Berlino). Come Trieste e' una citta' aperta ai venti di ogni quadrante, cosi la sua storia e' stata aperta agli influssi politici e culturali provenienti da luoghi diversi e spesso lontani. E la diversita' considerata come un carattere normale della vita quotidiana e' scritta sulle pietre, nella parlata, nelle caratteristiche dei suoi abitanti. Il confine con la Slovenia si trova solo a 8 km da Piazza dell'Unita'. Il nome TRIESTE deriva da Tergeste, una parola composta da TER (che nella lingua antica dei Celti significa mercato) e dal suffisso ESTE (nome delle antiche popolazioni venete). Anche nel nome ritorna l'idea di apertura a culture diverse. Il segreto delle fortune e delle sfortune di Trieste sta nella sua posizione geografica: capolinea settentrionale del Mediterraneo, approdo naturale per l'area centroeuropea. Infatti, se percorriamo la vecchia strada per Vienna e ci affacciamo sul promontorio carsico (noto come Obelisco),se la giornata limpida, possiamo vedere la costa di tre nazioni: l'Italia fino alla prima punta che chiude il golfo di Trieste, poi la Slovenia, quindi la Croazia (punta Salvore)

6: UN PO' DI STORIA DI TRIESTE, PASSEGGIANDO PER LA CITTA' Piu' di 50.000 anni fa, Trieste era abitata da ominidi che trovavano rifugio nelle grotte carsiche. Circa 4.000 anni fa era abitata da antiche popolazioni dell'Italia settentrionale come i Carni, i Veneti, gli Istri. Circa 2.700 anni fa arrivarono i Greci e vi trovarono borghi e villaggi fortificati (castellieri) eretti dalle popolazioni locali (Carni, Veneti, istri); un borgo particolarmente famoso (citato da Strabone I sec. a. C.) si trovava proprio sul colle di S. Giusto. Circa 2.200 anni fa (II sec. a. C.) arrivarono i Romani per fondare la citta' di Aquileia (la seconda Roma), che costituiva per l'Impero una porta verso la conquista dei territori posti a oriente, dove bisognava sconfiggere gli illiri. Nel 46 a.C. Trieste (Tergeste) diventa colonia romana sotto Giulio Cesare e si libera dai continui attacchi provenienti dagli Illiri. Nel 32 a.C. l'imperatore Ottaviano fa rinforzare le mura della citta'. Per i Romani, Trieste e' importante come punto di partenza per romanizzare le popolazioni che abitano nelle vicine zone alpine (Carni e Catali) e per i commerci con la Pannonia (che corrisponde all'attuale Ungheria). Durante il periodo romani, Trieste di sviluppa lungo il Colle di San Giusto ed dotata di due bacini portuali; inoltre ha un ampio foro, una basilica e un teatro.

7: Nel 476 d.C. Trieste diventa parte dell'Impero romano d'Oriente, ma il potere in citta' e' in mano ai vescovi, che ne freneranno lo sviluppo. Nel 568 d.C. Trieste e' saccheggiata dai Longobardi che occupano il Friuli. La notte di Natale dell'800 viene incoronato a Roma Carlo Magno: tra i suoi possedimenti figura anche Trieste, che e' una colonia romana ormai impoverita e in rovina. Nel 1139, nonostante la presenza del potere dei vescovi, parte dei cittadini riescono a costituire il Comune per gestire i beni pubblici. E' il periodo in cui i triestini compensano la modestia dei prodotti locali (vino, olio, sale) con il piccolo commercio, ma incontrano un avversario potente, Venezia, che nel 1202 impone un patto di "fidelitas" (cioe' di sottomissione). Da questo documento sappiamo che la citta' aveva 2000 abitanti e che era 'multietnica'. Segue un periodo in cui Trieste si scontra con Venezia e si allea con Aquileia. Nel 1382, nonostante sia ancora un libero Comune, Trieste, stremata da dominazioni e saccheggi, decide di allearsi con atto di sottomissione all'Austria. E' l'inizio della dominazione degli Asburgo (dinastia svizzera) che durera' cinque secoli. Nel 1719 gli Asburgo (Carlo VI e la figlia Maria Teresa) proclamno Trieste porto franco: e' l'inizio di una grande crescita della citta'.

8: Maria Teresa fa abbattere le mura, bonifica le saline, realizza il porto nuovo (oggi porto vecchio), il Canale Grande, la piazza grande (oggi piazza dell'Unita' d'Italia). Cosi' Trieste diventa la terza citta' dell'Impero Austro-Ungarico dopo Vienna e Praga. Tra il 1797 e il 1813 Trieste viene occupata per tre volte dai Francesi. La rivoluzione napoleoncia prima e la Restaurazione poi portano a Trieste illustri siliati quali i Borboni di Spagna (sepolti nella chiesa di san Giusto) e i Bonaparte.. Accanto agli aristocratici arrivano anche masse di genti: boemi, ungheresi, polacchi, serbi, croati, macedoni, montenegrini, greci, albanesi, turchi, ebrei italiani, svizzeri, italiani dalle varie regioni, dalmati, istriani. E' veramente un caleidoscopio di colori, lingue, costumi la Trieste ottocentesca in cui nascono le prime grandi imprese assicurative, diversi cantieri navali, fabbriche. Nel 1918, con la fine della Prima guerra mondiale e la sconfitta dell'Impero asburgico, Trieste diventa per la prima volta italiana; nascono problemi di intolleranza verso le minoranze straniere. Nel 1938 Mussolini, in piazza dell'Unita' d'Italia, proclama le leggi razziali che costituiscono la vergogna d'Italia. La scelta non e' casuale: Trieste ospita una delle comunita' ebraiche piu' attive, vivaci e potenti sul piano economico e culturale. Ora da Trieste partono le navi di ebrei in fuga dall'Europa verso la Palestina (Trieste porta di Sion).

9: Nel 1943, quando l'Italia stipula l'armistizio con gli Alleati, Trieste viene occupata dalle forze tedesche e inserita nel Terzo Reich come Litorale Adriatico. Forse, un patto segreto tra Mussolini e Hitler la assegna, a guerra finita, alla Germania. In questo anno entra in funzione la Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio (con forno crematorio dall'aprile del 1944) in Italia. Nel 1945 la Liberazione di Trieste significa una nuova occupazione. Entrano in citta', prima degli alleati, le truppe jugoslave che per 40 giorni attuano pesanti ritorsioni contro la popolazione: arrestano e fanno sparire migliaia di persone (le cifre rimangono incerte), non solo militari, finazieri, carabinieri, presunti ex fascisti e collaborazionisti con i nazisti, ma anche esponenti del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che si battono affinche' Trieste rimanga italiana. Capo del CLN e' Antonio Fonda Savio, marito della figlia (Letizia) di Italo Svevo. Il 12 giugno 1945 gli Alleati entrano in citta' e Trieste e' divisa in due parti tra anglo-americani e jugoslavi (Accordo di Belgrado). Nel 1947 l'ONU costituisce il territorio libero di Trieste, ma la citta' rimane ancora divisa. Nel 1954 (26 ottobre) la 'questione di Trieste' si risolve con il ritorno della citta' allItalia e la perdita dell'Istria e di Zara. La citta' e' italiana per la seconda volta; il 4 novembre 1954 la citta' viene insignita della medaglia d'oro al valor militare. Nel 2007, cade la frontiera tra Italia e Slovenia che circonda Trieste, in seguito all'entrata del paese slavo nell'Unione Europea.

10: PRIMA TAPPA MIRAMARE: LA RISERVA MARINA

12: LA RISERVA MARINA DI MIRAMARE

13: RISERVA MARINA Percorso: Passeggiando in fondo al mare Gestita dal WWF, la riserva marina di Miramare nasce nel 1986 con decreto del Ministero dell'Ambiente per la salvaguardia dell'ambiente marino nel Golfo di Trieste. la Riserva dello Stato copre una superficie di 30 ettari, pari a 1,8 km di linea di costa per una fascia di 200 m in cui vige un regime di tutela integrale, ed circondata da un tratto di mare di 90 ettari. L'area protetta e' situata ai piedi del promontorio di Miramare, propaggine litoranea incastrata tra il porticciolo turistico di Grignano e la riviera di Barcola, meta balneare estiva. L'ambiente in cui localizzata e' un tratto marino costiero, roccioso nella sua porzione costiera che digrada in massi, ciottoli e formazioni fangose mano a mano che ci si sposta dalla costa al mare. i fondali sono rocciosi, ciottolosi e sabbiosi sino alla profondita' di 8 m circa, poi sono costituiti da fango. la rpfondita' massima e' di 18 m. La costa e' formata da roccia calcarea tipica del Carso, territorio in cui il promontorio di Miramare rappresenta una piccola estensione del litorale.

18: MIRAMARE: IL CASTELLO

20: IL CASTELLO DI MIRAMARE Percorso:C'era una volta...una giornata a Miramare La riviera che si estende tra Duino e Trieste e' caratterizzata da colline che scendono bruscamente verso il mare in cui a pochi passi dalla riva l'acqua raggiunge vari metri di profondita'. Al centro della Costiera triestina, su un promontorio roccioso che delimita il golfo di Grignano, sorge in posizione scenografica il castello di Miramare. Il fascino del castello legato alla bellezza del luogo e alle vicende tragiche che vi si sonoo svolte. Infatti il castello, progettato da un giovane architetto (Carl Junker) che fino ad allora aveva costruito acquedotti, fu fatto edificare a partire dal 1857 da Ferdinando Massimiliano d'Asburgo, arciduca (1832-1867), fratello minore di Francesco Giuseppe; uomo di mare, faceva parte della Marina da guerra imperiale, mori' fucilato dai rivoluzionari in Messico, mentre la moglie Carlotta del Belgio fu rinchiusa nel castello perche' non mostrasse la malattia mentale da cui fu colpita dopo essere rimasta vedova. Massimiliano e Carlotta, giovani sposi, si stabilirono a Miramare nel 1860, quando la dimora era completa solo al piano terra. Gli sposi vissero li' per quattro anni e poi partirono per il Messico, paese del quale l'arciduca aveva accettato di diventare imperatore. Fu una scelta fatale, perche' Massimiliano guidando la resistenza contro i ribelli repubblicani, si rifiuto' di mettersi in salvo e venne catturato e ucciso.

30: SECONDA TAPPA TRIESTE: LA CITTA'

42: TERZA TAPPA IL SACRARIO DI REDIPUGLIA E IL MONTE SEIBUSI

43: IL SACRARIO DI REDIPUGLIA Il. sacrario militare di Redipuglia e' il piu' grande sacrario militare italiano ed uno dei piu' grandi al mondo.. Inaugurato da Benito Nussolini il 19 settembre 1938, custodisce le salme di oltre 100.000 caduti della Grande Guerra. Si trova all'interno del territorio comunale di Fogliano Redipuglia in provincia di Gorizia. Il sacrario si presenta come uno schieramento militare con alla base la tomba di Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, comandante della Terza Armata, che, morto nel 1931 chiese di essere qui deposto, tra le migliaia di soldati che persero la vita sul campo di battaglia. La sua tomba e' ricavata in un monolito di porfido del peso di 75 tonnellate; ad essa fanno ala quelle dei suoi generali. Chiude simbolicamente l'ingresso al sacrario, ai piedi dello scalone monumentale, una grossa catena d'ancora che appertenne ad una torpediniera. Subito oltre, si distende in leggero declivio sul monte Seibusi un ampio piazzale, lastricato in pietra del Carso, attraversato sulla sua linea mediana dalla via Eroica, che corre tra due file di lastre di bornzo, 19 per lato, di cui ciascuna porta inciso il nome di una localita' dove piu' aspra e sanguinosa fu la battaglia. In fondo alla via Eroica si eleva la gradinata che custodisce, in ordine alfabetico dal basso verso l'alto, le spoglie di 39.857 caduti identificati, i cui nomi figurano incisi in singole lapidi di bronzo. Nell'ultimo gradone, in due grandi tombe comuni, le spoglie di 60.330 caduti ignoti.

46: IL MONTE SEIBUSI Il.Monte Seibusi, che si trova a destra del Sacrario Militare di Redipuglia, e' una delle cime piu' contese .nella prima fase della Seconda guerra mondiale. Esso si presenta ancora oggi con le carattersitiche del paesaggio carsico dei primi del 1900. Sono ancora evidenti e visitabili i resti delle trinecee italiane e austriache nelle quali i soldati combatterono le prime battaglie sul corso del fiume Isonzo. L'esigua distanze fra i due schieramenti fa capire quanto anomala fosse questa guerra. In alcune zone infatti la distanza era cosi' ridotta che i soldati avrebbero potuto colpirsi anche lanciandosi delle pietre.

50: I RESTI DELLE TRINCEE SUL CARSO

54: QUARTA TAPPA SGONICO: LA GROTTA GIGANTE

56: LA GROTTA GIGANTE Il. borgo e la grotta si trovano vicini al confine con la Slovenia; l'ambiente e' un'immensa cavita', alta 107 m, lunga 280 e larga 65. Fu scoperta nel 1840 dallo speleologo Antonio Federico Lindner e fu aperta al pubblico nel 1904. Durante la discesa e la risalita fare molta attenzione agli scorci molto suggestivi e ai punti panoramici piu' belli: - Dopo il primo corridoio, ammirare il primo punto panoramico caratterizzato da un grande arco da cui pendono massicce stalattiti coniche. - Alla base della caverna osservare le attrezzature scientifiche: la centrale sismografica e il grande pendolo in grado di rendere misurabili gli effetti delle maree marine e delle piene delle acque sotterranee sulla struttura della grotta. - Ammirare la Grande Sala e le imponenti stalagmiti come il Pulpito e la Palma. La Palma e' alta piu' di 7 metri. - Osservare le curiose stalagmiti simili a 'pile di piatti': cio' perche' le gocce d'acqua cadendo da una particolare altezza spandono il carbonato di calcio che contengono su una superficie piu' ampia. - Riconoscere la Colonna Ruggero, la piu' alta stalagmite della grotta (12 m di altezza per 4 m di diametro). - Ammirare la Sala dell'Altare, una piccola caverna laterale caratterizzata da grandi stalattiti e da una vaschetta calcitica con acqua. - Nell'ultimo tratto del percorso, continuate a stare attenti...

Sizes: mini|medium|large|colossal
Default User
  • By: Michela M.
  • Joined: over 4 years ago
  • Published Mixbooks: 1
No contributors

About This Mixbook

  • Title: VIAGGIO DI ISTRUZIONE A TRIESTE E DINTORNI. “La Natura e i Luoghi della Memoria per la Costruzione del Sentimento di Pace”
  • Guida al viaggio di istruzione a Trieste e dintorni per gli alunni della Scuola secondaria di I grado “Don Milani" di Grizzana Morandi
  • Tags: None
  • Published: over 4 years ago

Get up to 50% off
Your first order

Get up to 50% off
Your first order